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Interviste

A te la parola // Travel Notes

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12/01/2020

Oggi con noi abbiamo Agnese di “Travel Notes” che oltre a viaggiare per il mondo lavora in una ONG che lotta per l’eco-sostenibilità, un argomento che sempre più interessa noi viaggiatori.

Iniziamo con qualcosa di facile, parlami di te!

Sono nata e cresciuta in un paese chiamato Galatina, nel Salento; essendo stata da sempre appassionata di viaggi, volevo a tutti i costi avere un lavoro che mi permettesse di viaggiare, ho quindi frequentato un corso di laurea in mediazione linguistica, studiando inglese e russo nella mia Lecce.

Dopo un anno di università sono partita con il programma Erasmus a Victoria-Gasteiz, nel Paese Basco, in Spagna, mi sono poi trasferita in Irlanda, in Austria e poi di nuovo in Irlanda dove mi trovo attualmente.

Come avrai capito, adoro viaggiare e visitare posti nuovi, ma paradossalmente viaggiando ho imparato ad amare anche casa mia; quel paesino che fino a qualche anno fa mi stava così stretto e che adesso, invece, non vedo l’ora di vistare ogni volta che posso.

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Uno scorcio del bellissimo Salento pugliese
Come è nato Travel Notes?

Il mio progetto è partito come un hobby, e probabilmente lo è ancora!

Ho deciso di creare un account di Instagram poco prima di partire per la mia esperienza zaino in spalla in giro per America Latina e Stati Uniti; un po’ per condividere le foto dei posti meravigliosi che sapevo avrei visto e un po’ per fare un “dispetto” a tutti i miei amici che, mentre io ero in Irlanda al freddo mi mandavano le loro foto nelle spiagge salentine fino a novembre!

Il blog invece è nato per caso, sul PC avevo una cartella chiamata “Travel Notes” dove salvavo tutti i miei appunti di viaggio e le foto più belle da mostrare ad amici e alla mia famiglia, o a chi mi chiedeva dei consigli sui posti che avevo visitato.

In molti mi consigliavano di aprire un blog, e così è nato Travel Notes.

Credi di volerlo far diventare un lavoro?

Non ho mai pensato di trasformarlo in un lavoro, finché mi sono imbattuta nel programma Open World Travellers di momondo: l’idea di sponsorizzare prodotti o aziende non mi convinceva, ma questo programma mi sembrava adatto a quello che volevo fare io e per il momento questa è stata l’unica fonte di guadagno per il mio progetto.

In futuro, mi piacerebbe continuare a partecipare a progetti e collaborazioni del genere. Devo ammettere che il mio lavoro attuale (nell’ambito della comunicazione per una ONG ambientale), è da sempre stato il lavoro dei miei sogni. Quindi trovare un lavoro per poter combinare queste due passioni? Sarebbe davvero un sogno!

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Un rinoceronte immortalato durante il safari fatto a Ngolo Ngolo
Ti senti cambiata grazie a Travel Notes?

Non ho notati grandi cambiamenti, probabilmente perché fin da bambina ho sempre amato viaggiare; Forse, il cambiamento principale è stato il modo in cui gestisco il mio budget e le ferie; prima di comprare qualsiasi cosa mi fermo un attimo a pensare se è davvero necessaria o se potrei spendere quei soldi per un viaggio.

La risposta è quasi sempre la seconda.

Per quanto riguarda le ferie invece, cerco di accumularne il più possibile; per esempio, faccio degli straordinari durante l’anno per avere più giorni di ferie a disposizione oppure, lavorando online, quando posso lavoro da remoto dai luoghi in cui sono.

Perché secondo te viaggiare è importante?

Tutti dovrebbero viaggiare!
È vero, servono una grande apertura mentale e una grande capacità di adattarsi per poter viaggiare ed esplorare posti nuovi, soprattutto posti molto diversi da dove siamo nati e cresciuti, ma se non si possiedono già queste qualità, viaggiare te le fa acquisire.

In gergo tecnico, è una “win/win situation”.

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Qui ero nel bel mezzo della foresta amazzonica e stavo cercando di imparare a fare il famoso “Pan di Yuca”
Pensi che chiunque possa aprire un blog?

Per quanto riguarda l’aprire un blog o cercare di rendere “il viaggio” un lavoro penso che no, non tutti dovrebbero provarci.

Dipende da quanto quest’ambito ti appassiona e da quanto tempo e impegno sei disposto a dedicare a questo hobby.

Quanto dei viaggi di “Travel Notes” è programmazione e quanto “improvvisazione”?

Direi che il 90% nei miei viaggi è improvvisazione!

Mi piace il backpacking, anche per periodi abbastanza lunghi, ma non mi piace pianificare.

Di solito, compro solo i biglietti per il viaggio – quando è possibile, anche solo d’andata – e una stanza dove dormire se so di arrivare in un posto durante la notte: l’avventura è bella, ma la sicurezza è importante!

Per il resto, ho più o meno un’idea delle cose che vorrei vedere o fare, ma sono aperta a tutto.

Credo che i vantaggi di viaggiare in questo modo siano tanti:

Non ti piace il posto in cui ti trovi? Vai a scoprirne uno nuovo!

Ti piace da morire il posto in cui ti trovi? Allora decidi di restare qualche giorno in più!

Inoltre, a volte parlando con le persone del posto o altri viaggiatori puoi scoprire posti nuovi o ti possono consigliare i posti migliori da visitare.

L’unica eccezione è quando so di avere solo un fine settimana a disposizione, magari in qualche città europea: in quel caso mi organizzo per essere sicura di vedere tutto quello che c’e’ nella mia lista dei desideri.

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La spiaggia di Jambiani, a Zanzibar offre degli scorci che sembrano usciti dalla fantasia di grandi pittori
Cosa ti mette ancora in difficoltà in viaggio nonostante l’esperienza?

Ci crederesti se ti dicessi che nonostante la mia disorganizzazione, raramente in viaggio sono stata in difficoltà?

Sarà la felicità di essere in un posto nuovo o il fatto che io sia stata fortunata fino ad ora e ho sempre trovato persone gentilissime e disposte ad aiutarmi, ma non ho avuto mai grandi problemi in viaggio.

Il posto che ti è piaciuto di più?

Questa è sempre la domanda più difficile; Se proprio dovessi scegliere, direi che il posto che mi è piaciuto di più e’ stata la foresta Amazzonica in Ecuador:  è stato davvero come entrare in un documentario come Planet Earth.

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“Altalena sulla fine del mondo”, mi pare un nome azzeccato!
Uno che ti è piaciuto poco invece?

Il posto che mi è piaciuto di meno è stato Nazca e le sue famose “linee” nella sabbia.

Ho appena letto che ne hanno scoperto 143 nuovi disegni nella sabbia grazie a dei satelliti: magari vale la pena ritornarci e vedere se riesco a cambiare idea.

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2020 di Travel Notes?

Per il 2020 ho in programma il Vietnam, la Finlandia e la vacanza obbligatoria in Salento.

Qual è il tuo “viaggio del cuore?”

Sicuramente il viaggio zaino in spalla per un anno intero alla scoperta dell’America:

Un’esperienza che consiglio davvero a tutti di fare.

In particolare aver vissuto ad Ayacucho; La famiglia con cui ho vissuto è una famiglia di artigiani con una casa senza doccia, cucina, frigorifero e perfino bagno, ma con i ricavati delle vendite dei loro prodotti paga le cure mediche alle persone che più ne hanno bisogno, compra libri per i bambini che vivono nella periferia e organizza corsi di inglese.

Ospitano anche viaggiatori e turisti che voglio semplicemente risparmiare visitando il paese.

Un’esperienza che mi ha insegnato non solo che tutti possiamo fare qualcosa per chi ci sta intorno, ma anche l’importanza di concentrarsi su ciò che si ha, invece che su ciò che non abbiamo.

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Alcune delle fantastiche persone con cui ho avuto modo di condividere il mio tempo ad Ayacucho
Pensi che tutti debbano provare il viaggio “full-time”?

Consiglio assolutamente di farlo, se è quello che si vuole davvero.

Spesso restiamo “intrappolati” in una realtà che non ci piace per la paura di cambiare, dell’instabilità o del giudizio degli altri.

Fino ad ora, mollare tutto e viaggiare full-time senza un programma ben specifico è stata l’esperienza più bella della mia vita e che mi ha insegnato più cose in assoluto.

Riesci sempre ad unire il dovere di Travel Notes con il piacere del viaggio?

Forse perché vedo questo progetto ancora come un hobby ma per me la scelta è semplice: preferisco godermi il momento.

Quando sono lì a scrivere i miei post a volte mi pento di non aver fotografato proprio quella cosa di cui vorrei parlare, ma pazienza!

Quando ti ho contattato per quest’intervista mi hai detto che alcuni articoli sono ancora in cantiere o non sono stati pubblicati, vuoi anticiparci qualcosa?

Vorrei riuscire a finire il diario completo del viaggio zaino in spalla in America Latina e Stati Uniti.

Alcuni degli articoli sono già scritti, ma non sono completamente soddisfatta e preferisco prendermi il mio tempo per organizzarli in una maniera che mi piace davvero.

Oltre a questo progetto, mi piacerebbe scrivere e pubblicare degli articoli sul viaggio sostenibile, non solo a livello ambientale, ma anche nel rispetto e sostegno delle persone del posto e della loro cultura.

Ho visto che hai partecipato a due esperienze di volontariato durante i tuoi viaggi, vuoi parlarcene?

Certo, sono tra i miei ricordi più belli.

In Sud America ho vissuto qualche settimana in Colombia dove ho collaborato come volontaria con una ONG che si occupa di progetti ambientali; abbiamo creato un’oasi con i bidoni per la raccolta differenziata, abbiamo proposto dei workshop sul rispetto per l’ambiente, abbiamo costruito un playground per i bambini fatto interamente da materiali che erano stati buttati per strada.

Abbiamo anche organizzato una manifestazione contro una multinazionale che aveva pianificato l’estrazione del carbone nella zona; la conseguenza principale sarebbe stata la distruzione delle coltivazioni dei contadini locali e della foresta circostante.

In Perù invece, ho vissuto per qualche settimana con una famiglia di artigiani che sta cercando di fondare una ONG per aiutare gli abitanti del villaggio ad avere accesso a cure mediche, istruzione e altri servizi fondamentali.

Più altre esperienze più brevi, di qualche giorno, magari nei canili o cose simili.

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Una diapositiva del volontariato a Circasia
Molto carina la sezione “postcards”, penso che te la ruberò! Ahah

Fai pure! Anzi, se vuoi “mandami una cartolina” anche tu.

Come ho scritto nel mio blog, l’idea è nata proprio perché quando non posso viaggiare passerei ore a guardare le foto di viaggio dei miei amici ed ascoltare le loro storie.

Così ho deciso di raccoglierle in una pagina nel mio blog.  

Usciamo un attimo dal settore viaggi, lavori a Dublino in una ONG ambientale, cosa ne pensi del movimento che anche grazie a Greta Thunberg si è sollevato?
È un fuoco di paglia o forse stavolta si riuscirà a fare qualcosa di più concreto?

La speranza è che questa volta si riesca davvero a fare qualcosa di concreto per risolvere la situazione, ma non è facile.

Lavorando a contatto con i giovani e gli adolescenti vedo quanto si impegnino ad aumentare la consapevolezza di tutte le problematiche ambientali e a cambiare, anche nelle piccole cose come evitare la plastica, andare in bicicletta, evitare il consumo eccessivo di carne, etc…

A volte è vero che qualcuno lo fa perché vada di moda o per saltare un giorno di scuola ma il risultato non cambia; grazie a queste manifestazioni, sempre più persone sono curiose di imparare di più e stanno davvero provando a vivere in modo più eco-sostenibile.

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Se si passa da queste parti non si può non visitare il “Salar de Uyuni” in Bolivia
A tal proposito quali sono i consigli che Travel Notes darebbe a chi in viaggio vorrebbe avere meno impatto possibile sull’ambiente?

Purtroppo, è difficile essere eco-sostenibili al 100%, soprattutto quando si viaggia;

I mezzi di trasporto sono tra le cause maggiori dell’inquinamento quindi, quando posso scelgo di prendere il treno e una volta sul posto preferisco andare a piedi o con i mezzi pubblici.

Come ridurre il proprio impatto ecologico in viaggio?

  • Utilizzare bottiglie e tazze riutilizzabili

    invece che comprare l’acqua in bottiglia o utilizzare bicchieri di plastica ad ogni uso

  • Non acquistare mappe o depliant cartacei

    Ormai tutti abbiamo uno smartphone e ci sono molte app che ci permettono di scaricare mappe o altro anche offline

  • Mangiare a km zero

    Utile anche a casa lo diventa ancora di più in viaggio, perché ostinarsi a mangiare la carbonara in India sapendo benissimo che non ci piacerà?
    Scoprire i sapori locali oltre che essere uno degli obiettivi di un viaggio, riduce tantissimo l’impatto ambientale!

  • Scegliere alloggi Eco-sostenibili

    sono sempre gli hotel/ostelli ecc che abbracciano politiche tese a ridurre la loro impronta ambientale, scegliere loro potrebbe costarci qualche euro in più ma ne guadagnerebbe il pianeta.

  • Usare cosmetici solidi

    Non solo ooccupano meno spazio in valigia, durano di più e generalmente sono meno inquinanti

  • Spegnere le luci e l’apparecchiatura elettronica quando si esce

    Questo vale anche nella vita di tutti i giorni ma ancora di più in viaggio dove spesso si è più spensierati

  • Se possibile, portate con voi una busta dove raccogliere i rifiuti che trovate in giro

    Purtroppo non tutti sono rispettosi dell’ambiente in cui si trovano e lasciano cartacce e rifiuti, per quanto piccolo possa essere, raccogliere i rifiuti che trovare nel vostro cammino è comunque un ottimo gesto.

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Il viaggio zaino in spalla, non è di certo comodissimo, ma regala emozioni difficili da trovare in altre tipologie di viaggio
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Agnese Santoro // Travel Notes

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Francesco Luca Labianca
Bologna, IT

Chi è Francesco? Difficile da dire, non sono mai stato bravo a descrivermi; un sognatore, nah! Ho sempre avuto i piedi per terra e preso decisioni solo dopo ore passate a pensarci su, l'unica che abbia mai preso di impeto è stata quella di lasciare il lavoro e buttarmi in questa avventura! Non mi ritengo un blogger o vlogger e non ho intenzione di diventarlo, ma ho voluto creare questo spazio per potervi raccontare le mie esperienze e ascoltare le vostre, per scambiarci consigli e fare sì che anche chi non ha la possibilità di scappare dalla routine possa almeno immaginarsi grazie a tutti noi, il bellissimo mondo che abbiamo intorno!

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